Musica

Donne e uomini..Jazz &Blues vocalists..”Made in Naples”

Scritto da Muzic Dog

Nella mia veste di ascoltatore e critico di quella che definisco la buona musica, molta fra jazz, blues e rock, ho avuto modo negli ultimi tempi di ascoltare dei veri e propri talenti “made in Naples”, ma che potrebbero benissimo essere di casa a Newyork o los Angeles.



Napoli e le sue contraddizioni, quella della citta’ dei “neomelodici” o quella della tradizionale canzone classica napoletana, con l’avvento della globalizzazione sta tirando su degli ottimi musicisti jazz e blues e fra questi molti cantanti, crooners sia maschili che femminili di alto livello e molto apprezzati dagli appassionati di questo genere.


Vorrei nominarne alcuni, anche se sono tanti ma quelli che mi hanno colpito in modo particolare sono: Walter Ricci, Antonio Imparato, Ondina Sannino, Robert Illiano, Virginia Sorrentino ecc.ecc. ognuno con una sua voce particolare e originale, ma tutti con un ottima pronuncia inglese o americana. Quello che mi sorprende e non poco e’ il poco interesse delle case discografiche o perlomeno la maggior parte di esse, che non hanno alcuna o pochissima apertura nei confronti di questi artisti, eppure artisti come Raphael Gualazzi, Mario Biondi e Elisa stanno andano alla grande anche nel mondo commerciale del Pop made in Italy con brani in lingua inglese e non proprio con canzoni popolari di musica leggera ma bensi’ con sonorita’, atmsosfere e strutture armoniche sia blues che jazz che rock.


Poi ci sono i tanti opinionisti, giornalisti e critici musicali, contrari al fatto che artisti italiani o in questo caso napoletani possano esprimersi cantando in Inglese, ma se la musica viene definita un linguaggio universale, allora non vedo proprio cosa ci sia di sbagliato.


La Napoletanita’ rimane comunque, anche se il cantante si esprime in un altra lingua e la si carpisce comunque dai colori e dalle sfumature dei brani anzi la
musica risulterebbe piu’ contaminata e per questo piu’ interessante e particolare all’orecchio dell’ascoltatore e infine potrebbe essere finalmente un prodotto Italiano da esportare proprio perche’ i testi sono in Inglese e quindi comprensibili all’estero. Allora mi rivolgo ai vari “talent scout” in giro e adetti ai lavori: “Che aspettate a contattare questi artisti? E magari proporre i loro progetti sul mercato?


Quanto ancora bisogna attendere che una canzone di un nostro artista possa essere nelle Hit Parades di Inghilterra, Stati Uniti ecc.? Siamo tutti un po’ stufi di ascoltare sempre i soliti palinsesti sulle radio ed emittenti e stufi dell’apatia in cui il paese versa anche nel campo musicale.

Autore

Muzic Dog

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