Storia

Gli antenati del fast food a Pompei

Scritto da Anna Paduano

Italiani: popolo di viziosi mangioni. E’ proprio vero!


Chiedere a uno straniero cos’è che più gli piace del nostro paese, significherebbe sentirsi dire: food! Pizza, pasta, ragù è il cibo che contraddistingue l’Italia dagli altri paesi, che spinge gli stranieri a diventare fanatici della cucina italiana. Ma se ciò mette addirittura al secondo posto, per gli stranieri, l’interesse verso monumenti e beni archeologici, bisogna necessariamente spezzare una lancia in favore di essi. Arriviamo al punto. Il tempo passa, le mode cambiano, anche nell’ambito gastronomico. Oggi siamo abituati a mangiare carne di cavallo o di maiale, ma le testimonianze antiche scritte (Plinio) ci raccontano che i nostri antenati, nell’antica Roma, osavano addirittura mangiare larve di coleotteri o salse preparate con pesci andati a male. Senza giudicare le loro abitudini, possiamo ipotizzare che oggi i gusti alimentari sono leggermente migliorati.


Tornando a noi, ciò serve a far capire che l’unico cambiamento esistente consiste nel gusto. Le abitudini alimentari e i luoghi di ristoro rimangono gli stessi. I cosiddetti pub o i fast food moderni, oggi diffusissimi tra i giovani, hanno molti antenati proprio nella zona vesuviana. Caratteristici e assai diffusi a Pompei (se ne contano 89) sono i “Thermopolia“. Luoghi di ristoro simili agli attuali fast-food, i Thermopolia servivano cibi caldi e bevande a tavola. Ai tempi dei romani era usuale effettuare il prandium, ovvero il pasto di mezzogiorno fuori casa. La struttura era semplice: un locale aperto sullo strada, con bancone di mescita in muratura, spesso decorato, in cui erano incassate le giare usate per contenere le merci. Tra i Thermopolia più noti quello di “vetutius placidus“, caratterizzato da un’edicola in stucco e affreschi vari, raffiguranti, lari (protettori della casa), Mercurio (Dio del commercio) e Dionisio (Dio del vino). Interessante nella casa annessa alla bottega è il triclinio, in tardo terzo stile (cioè con decorazioni paretali di tipo ornamentali). Altro caratteristico Thermopolium è quello di Caupona, anch’esso con la stessa struttura tipica. Insomma, quello che noi pensavamo fosse invenzione americana, non è altro che una trovata a noi meno estranea di quello pensavamo.

Autore

Anna Paduano

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